"Nella vita si vince proponendo o,

umilmente, in termini strutturati,

chiedendo per proporre"

Faq

  • Lampade SAP (sodio alta pressione) e LED a confronto
    - Il costo di un impianto attualmente è favorevole all'impiego di tecnologia SAP. - In caso di buchi di rete le lampade con tecnologia SAP possono spegnersi e richiedere tempi significativi per riprendere la loro funzionalità. I sistemi di illuminazione a LED, di converso, esibiscono tempi di risposta che vengono percepiti come istantaneità dall'occhio umano. - Anche se ricade in un contesto di soggettività, ma tale contesto è stato di recente recepito dalla normativa europea, la visibilità o meglio l'acuità visiva (connessa ovviamente alla lunghezza d'onda prevalente delle radiazione emessa), è ampiamente favorevole alla tecnologia LED. - La vita media prevista è superiore per impianti a LED. -I ballast per le lampade SAP anche se attualmente realizzati con soluzioni tecniche assestate appartengono a quelle soluzioni elettroniche che prevedono "stress" (sono prevedibili tensioni di circa 5KV), esibiscono fattori di potenza bassi e pertanto necessitano di circuiti di rifasamento se si vogliono intendere come fruibili in maniera ottimale.
  • Che modifiche comporta, in un impianto già esistente, l'introduzione di punti luce a led?
    Dal punto di vista meramente impiantistico, riferiti ad impianti alimentati con tensione 230Vac, la compatibilità con il punto luce è totale.
  • Quali sono i vantaggi nell'utilizzo dell'alimentatore "ULED"? Ci sono prodotti simili in commercio?
    Ogni progetto nasce da una specifica, ma ancora ogni progetto deve onorare un contesto di vincoli imposti che inevitabilmente lo definiscono come processo di ottimizzazione invece che banale esercizio di matrice deterministica.
    Le considerazioni seguenti chiariranno l'assunto.
    Esempio: Esiste l'opportunità di realizzare un impianto di illuminazione stradale su un tratto di montagna o genericamente su un tratto di dorsale appenninica?
    E' ragionevole aspettarsi da tali contesti sollecitazioni da sovratensioni dovute banalmente ad effetti atmosferici.
    Di converso però il driver deve ottemperare alla normativa prevista per quanto attiene il cosΦ apparente e la distorsione che compete alla corrente assorbita.
    In contemporanea deve garantire rendimenti che siano significativi nel processo di conversione. Si interpreti il progetto nella classica accezione della tecnica switching-mode. Onorare fattori di potenza elevati significa implementare tipicamente topologie boost. Orbene se si accetta quanto oggi offerto sorge almeno qualche dubbio. Una topologia alimentata con tensione canonica 230Vac prevede la necessità di avere interruttori che abbiano tensioni di mantenimento > di 400Vdc.
    Se, (esula da questa trattazione la descrizione di tecniche di progetto) si desidera, nel processo di conversione AC/DC, un significativo incremento del fattore di potenza, è comunque necessario prevedere coefficienti di maggiorazione di tensione di valore oscillante tra 1.2 a 1.4 minimo.
    In senso generale, ma con tutte le implicazioni richiamate, commutazione ottimale, stress e/o margini di sicurezza, rendimento, isolamento, sicuramente definiscono uno scenario non rassicurante rispetto la possibilità di guasti.
    La diversità del progetto ULED, fondamentalmente, consiste nella scelta di adattare, con trasformatore particolare, la parte elettronica alla rete sia essa trifase o monofase in maniera che l'elettronica possa operare a tensioni e correnti non significative per quanto attiene probabilità di guasti in un articolato contesto di protezioni accessorie.
    Lo sviluppo, strettamente legato alla topologia di base, di constant- current regulators di matrice LDO (low dropout), risolve il problema di gestire in termini modulari stringhe di LED, che permettono la sintesi di array di potenza significativa (in realizzazione di torri-faro > di 1KW).
    La topologia con naturale semplicità può essere controllata e dotata di possibilità di dimming, senza alterazione significativa del fattore di potenza che anche strumentalmente rimane praticamente unitario.
    In contemporanea vale la pena di esplicitare che, con riferimento all'impiego di strutture a LED, l'impiego di una particolare gestione del 'dimming' può portare nel senso del risparmio energetico alla possibilità di alimentare (ad es. nelle ore notturne di bassa fruibilità del servizio) una lampada a circa un quarto della potenza nominale senza devastante abbassamento della luminosità, almeno come percezione visiva.
    Nonostante l'articolazione topologica più pesante, il rendimento dell'intero sistema in ogni condizione operativa rimane sempre superiore all'80% attingendo in condizioni ottimali di carico l'85%.

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